domenica 23 aprile 2017

TORTILLA SPAGNOLA CON CHORIZO PER STARBOOKS REDONE DI APRILE





Quando la voglia di acquistare nuovi libri di ricette mi assale, spesso e volentieri consulto la lista degli Starbooks, forse perchè in certi momenti ho bisogno di un parere oggettivo e non sentire di aver "buttato" i miei soldi. 
Scorrendo i titoli dei vari testi, mi sono accorta che inizio a farlo sempre dalla fine della lista (quindi dai più recenti), questa volta ho iniziato dagli esordi dello Starbooks e ho scelto di acquistare UOVA di Michel Roux, è un testo bellissimo che non so come, mi era sfuggito.
Ricettine più o meno semplici, spiegate alla perfezione.
Che sia la volta buona per imparare a cuocere le uova decentemente?


TORTILLA SPAGNOLA CON CHORIZO

Da "Uova" di Michel Roux

Ingredienti per 4 persone

100 ml olio d'oliva
400 gr  patate rosse, pelate e tagliate a dadini
2 cipolle rosse, tritate grossolanamente
Sale e pepe macinato al momento
200gr di chorizo senza pelle
1 spicchio di aglio schiacciato
2 cucchiai di foglie di prezzemolo tritato
6 uova

Procedimento

Procedimento

Scaldare due terzi di olio in una padella di 20-22 cm di diametro e 4 cm di profondità. Quando è calda, mettere le patate e cuocere per 10 min a fuoco medio. Aggiungere le cipolle,salare leggermente e continuare la cottura per 10 min circa.
Nel frattempo tagliare il chorizo a fette di 2 millimetri e aggiungerlo in padella, mescolare senza schiacciare le patate e cuocere altri 2 min.
Versare tutto in un piatto e pulire la padella con carta assorbente.
In una ciotola grande sbattete le uova con sale e pepe, scaldare l'olio rimanente, unire il composto alle uova e dopo averlo mescolato con delicatezza, versarlo in padella a fuoco medio.
Inizialmente si può mescolare il composto con una forchetta ma da metà cottura in poi abbassare il fuoco e attendere che il fondo sia quasi cotto. Far scivolare su un vassoio leggermente unto, rigirarla e cuocerla da entrambe le parti, lasciandola morbida al centro.
Servirla su un piatto, intera o a spicchi, calda o a temperatura ambiente ma non gelata

Note

La ricetta è semplicissima, veloce e ottima per una cena sfiziosa, aperitivo con gli amici o un pic_nic primaverile.
Io me la sono portata in ufficio, un ottimo pranzo.
PROMOSSA

Sotto tutti i punti di vista.
Elena C.

venerdì 21 aprile 2017

LEEK, ASPARAGUS AND GRUYERE TART




Gli Hairy Bikers ci presentano un libro dove ogni ricetta ti conquista infinite le proposte a base di pollo e con le uova.
L’imbarazzo della scelta era altissimo, poi alcune erano state scelte dalle carissime Starbookers, come avuto già modo di apprezzare.
Nella mia ricerca, forse anche grazie al periodo, sono stata conquistata da questa crostata che loro descrivono così:
“Una crostata con un gustoso cuore verde, dove l’abbinamento di porri, asparagi e formaggio funziona brillantemente, è deliziosa sia calda che fredda”

Voi non l’avreste scelta?
Sarà veramente ottima?

Leek, asparagus and gruyere tart
da Chicken & Egg degli Hairy Bikers

Dosi per 8 persone
Stampo diametro 28 cm

Ripieno o Farcia
1 cucchiaio olio d’oliva
10 g burro
2 porri tagliati a rondelle
200 g asparagi, in pezzi corti tagliati diagonalmente
4 uova
300 ml panna
150 g groviera grattugiato
sale marino e pepe appena macinato

Base
125 g burro freddo, tagliato a dadini
250 g farina 0
50 g parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di foglie di timo tritate finemente
1 tuorlo

Preparate l’impasto base
Sbriciolate (strofinate) il burro nella farina fino a quando il composto avrà la consistenza di grosse briciole. 
Aggiungete il sale, il parmigiano e il timo. Incorporate il tuorlo aiutandosi con una forchetta, poi aggiungete dell’acqua ghiacciata un cucchiaio alla volta fino a quando l’impasto starà assieme (serviranno 1-2 cucchiai)
Formate con l’impasto una palla che coprirete con pellicola e metterete in frigorifero per circa 30 minuti.
Dopo averla raffreddata stendete la pasta e foderate uno stampo da 28 cm, assicurandovi che la pasta arrivi bene negli angoli, quindi bucherellate la base con una forchetta. Trasferite lo stampo con l’impasto nel freezer per 10 minuti prima della cottura (i Bikers lo consigliano se c’è tempo).

Riscaldate il forno a 200°
Togliete la teglia dal freezer coprite la pasta con un foglio di carta forno, aggiungete i fagioli per la cottura in bianco e infornate per 15-20 minuti, poi rimuovete i fagioli e la carta forno e cuocete la pasta scoperta per altri 5 minuti. Sfornate lo stampo con la base ed abbassate il forno a 180°

Preparate il ripieno e farcite
In una padella con coperchio mettete il burro e l’olio, quando il burro sarà sciolto aggiungete i porri, conditeli con sale e pepe, quindi aggiungete una spruzzata d’acqua. Coprite con il coperchio e fate cuocere lentamente i porri per 10 minuti, poi aggiungete gli asparagi e cuocete per altri 5 minuti.
Le verdure devono rimanere brillanti e leggermente tenere.
Spegnete e far raffreddate le verdure.
Sgusciate le uova in una ciotola, aggiungete la panna e frullate, per ottenere un impasto liscio, aggiungete sale e pepe.

Spargete metà del groviera sulla base dell’involucro di pasta, poi aggiungete i porri e gli asparagi. Versate metà del composto di uova e panna, poi cospargete con il restante groviera. Appoggiate la teglia sulla griglia del forno prima di aggiungere l’ultima ripieno di uova e panna rimanente.
Cuocete la crostata per 35-40 minuti, il ripieno sarà fermo con solo un leggero tremore al centro.
Togliete la crostata dal forno e lasciatela raffreddare un po’ prima di servirla.

Note alla ricetta:

  • Seguendo tutti i consigli molto attenti degli Hairy Biker, non si trovano ostacoli perché ogni dubbio viene anticipato, anche all’ipotetica domanda “La pasta per la base si può comperare?”  loro rispondono
“Si ma è molto più buona se fatta in casa”
  • Nella lista degli ingredienti non viene specificato il peso dei porri che possono essere grossi o piccoli io ho calcolato lo stesso peso degli asparagi. Sugli asparagi invece non hanno specificato se dovevano essere verdi o bianchi, certo dalla prefazione e dalla foto si poteva capire che erano verdi ma io me ne sono accorta dopo e ho usato quelli bianchi, il gusto però non è stato compromesso.
  • Un piccolo appunto devo farlo a come è scritta la ricetta, seguendola passo a passo ci si ritrova a preparare il ripieno quando la base sta cuocendo in forno, però il ripieno non ha il tempo di raffreddarsi.
  • Penso che sarebbe stato meglio dire che il ripieno dovrebbe essere preparato mentre l’impasto della base riposa in frigorifero

Le mie osservazioni sono solo delle sottigliezze perché la ricetta è perfetta ed è assolutamente
                           
 PROMOSSA

giovedì 20 aprile 2017

CHICKEN FAJITAS


Anche per la seconda ricetta la mia scelta è caduta sul pollo :) La ricetta di oggi non ha bisogno di molte presentazioni, perché credo sia molto conosciuta quasi ovunque. Io l'avevo preparata una sola volta parecchio tempo fa, e il libro del mese mi ha fornito l'occasione per gustare nuovamente le Fajitas di pollo.
Gli Hairy Bikers consigliano di accompagnare le Fajitas di pollo con un Margarita ghiacciato, e sono d'accordo con loro, ma va benissimo anche una birra, sempre ghiacciata,
Adoro queste preparazioni informali, dove si condivide il cibo in modo così libero :)


tra parentesi e/o in corsivo le mie note

CHICKEN FAJITAS
da Chicken & Egg, The Hairy Bikers

Ingredienti per 4 persone

600 g di petto di pollo o di cosce, senza pelle e senza ossa, tagliati in strisce
2 cucchiai di olio d'oliva (per me extravergine)
2 cipolle rosse tagliate in spicchi
2 peperoni rossi, senza semi e affettati
1 peperone verde, senza semi e affettato

Marinata

il succo di due lime
1 cucchiaino di cumino macinato
1 cucchiaino di coriandolo macinato
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cucchiaino di origano secco
2 cucchiaini di pasta di Chipotle*
1 cucchiaio di passata di pomodoro (per me, concentrato di pomodoro)
1 cucchiaio di salsa di soia
4 spicchi d'aglio schiacciati
sale e pepe nero appena macinato

Per servire

guacamole**
8 tortillas di farina, riscaldate
100 g di formaggio grattugiato (io ho usato l'Emmenthal)
200 g di panna acida

* La pasta di Chipotle è un pasta a base di peperoncini tipo jalapeno che vengono affumicati. Io non l'avevo così ho utilizzato una pasta di peperoncini a cui ho aggiunto, a gusto, del tabasco Chipotle.

**Per il guacamole, mettere il succo di un lime in una ciotola, aggiungere 2 avocado (gli Hass sono i più buoni) e mescolarli subito con il succo del lime. Insaporire con sale e pepe poi ridurre velocemente gli avocado in una purea grossolana. Unire alla purea anche una cipolla rossa piccola, tritata finemente, 2 pomodori medi tagliati a dadini, qualche foglia di coriandolo, tritata finemente, un peperoncino rosso tritato finemente e un pizzico di cumino. Il guacamole si conserva in frigorifero fino a due giorni (ma prima lo mangiate meglio è!).

In una ciotola capiente, mescolare tutti gli ingredienti della marinata, regolando di sale e pepe. Aggiungere il pollo, mischiare bene e lasciar marinare almeno mezz'ora.
Scaldare l'olio in una padella, versare le cipolle e i peperoni e friggerli, su fuoco medio, per qualche minuti, quanto basta per iniziare ad ammorbidirli. Aggiungere il pollo (scolato dalla marinata) nella padella e friggere finché il pollo sarà cotto bene.
Preparare le salse e il formaggio di accompagnamento. Servire tutto separatamente, in modo che ogni commensale possa comporre le fajitas come preferisce.

Note personali

- ricetta deliziosa e di semplice esecuzione e perfetta come piatto unico. Se volete completare ancor di più il piatto, potreste accompagnare tutto anche con un'insalata
- non cuocete troppo peperoni e cipolle nella prima fase della cottura, come ho fatto io, perché poi continueranno a cuocere insieme al pollo
- io avevo delle tortillas di farina che avevo preparate poco tempo fa e congelato. Sono semplici e veloci da preparare a casa, ma se non avete proprio voglia o tempo... compratele già pronte ;)

La ricetta è assolutamente deliziosa ed è:

PROMOSSA






mercoledì 19 aprile 2017

CHICKEN BURGERS































Questa volta non ho deciso io cosa preparare ma è stato mio marito. Difficilmente sfoglia i miei libri di cucina, quelli di dolci poi, non li degna di uno sguardo. Chicken & Egg  invece ha risvegliato il suo interesse, gli piaceva quasi tutto..ma i burgers l'hanno conquistato. L'idea di un'alternativa tutto sommato più sana piaceva anche a me e così l'ho accontentato. Il nostro primo libro degli Hairy Bikers è proprio quello di questo mese, ma non l'ultimo, ne abbiamo comprati altri. Ora dovrò far spazio su quella povera libreria che grida pietà.
Il post è lungo ma la ricetta non è complessa, quindi non aggiungo altro e buona lettura.




Ingredienti per la maionese ( 4 persone ):

2 tuorli
1 cucchiaino di senape
250 ml di olio di girasole o di semi di arachidi
una spruzzata di succo di limone o qualche goccia di aceto
sale marino e pepe macinato fresco



Iniziamo preparando la maionese

Mettere i tuorli, la senape ed il sale in una ciotola abbastanza capiente e mescolarli per bene

Iniziare a versare l'olio, poche gocce alla volta, senza smettere di sbattere, finche il composto non diventa denso. Aggiungere gradualmente il resto dell'olio, fino a incorporarlo tutto . Se la maionese diventa troppo densa o untuosa per esser lavorata, aggiungere qualche goccia di acqua calda e sbattere bene prima di aggiungere altro olio.

Assaggiare la maionese, regolare di sale e pepe e, a piacere, aggiungere succo di limone o aceto.

Per preparare la maionese all'aglio, tritare finemente 2 spicchi d'aglio e ridurli in poltiglia con un pochino di sale. Mettere il composto nella ciotola con i tuorli e la senape, mescolare bene e continuare come sopra.

Note

- Per pigrizia non ho usato la frusta a mano ma elettrica, moderando la velocità quando necessario.

- Poco prima di aver terminato l'olio ho avuto necessità di unire un cucchiaino di acqua calda.

E' la maionese fatta in casa più semplice, gustosa e densa mai provata. La ricetta è

PROMOSSA






Ingredienti per  i burgers ( 4 persone ) : 

500 gr di sovracosce di pollo, senza pelle e ossa
1 cipolla tritata molto finemente
qualche rametto di dragoncello, finemente tritato ( facoltativo )
1 cucchiaino di origano essiccato
olio di oliva
4 panini da hamburger tagliati a metà
1 cucchiaio di maionese
1 cucchiaio di senape
foglie di lattuga
1 pomodoro grande, tagliato a fette
sale marino e pepe nero macinato al momento



 Preparare i burgers


Per prima cosa assicurarsi che le sovracosce siano ben fredde o parzialmente congelate, questo faciliterà il compito di tagliuzzarle. Usando un coltello molto affilato tagliate il pollo a cubetti più piccoli che potete, facendo attenzione a non eliminare tutto il grasso, ma lasciandone un pochino, così i burgers saranno più umidi ( questa operazione può anche esser fatta dal vostro macellaio di fiducia ). Per controllare se il pollo è stato tagliato in pezzetti abbastanza piccoli, basterà strizzarne una porzione nella mano, dovrà formare una pallina.

Mettere il pollo in una terrina e aggiungere la cipolla, parte del dragoncello ( facoltativo ) e l'origano. Aggiungere mezzo cucchiaino di sale e un po' di pepe. Amalgamare bene e dividere in 4 porzioni, formando dei burgers spessi un paio di centimetri circa.

Scaldare una griglia o una padella a calore medio. Spennellare i burgers con poco olio , metterli sulla griglia o padella , ben distanziati se possibile. Farli cuocere 4 minuti, senza toccarli, dopodiché capovolgerli con una spatola e farli cuocere per altri 4 minuti dall'altro lato ( dovranno esser ben coloriti e staccarsi facilmente, sennò lasciarli ancora un pochino ). Girarli ancora, delicatamente, e cuocerli ancora un minuto per parte, o fino a quando la carne non sarà più rosa.

Quando i burgers saranno cotti, toglierli dalla griglia o padella e metterli da parte un paio di minuti. Tostare leggermente la parte tagliata dei panini. Mescolare maionese e senape ( e il resto del  dragoncello ...facoltativo ). Spalmarne una parte su un lato del panino ( quello sotto ), aggiungere la lattuga, il pomodoro, e infine il burger.

Al composto del burger, volendo, si possono aggiungere: erbe aromatiche, peperoncino, zeste di agrumi. Si può anche lasciare il burger semplice e mettere sopra : una o due fettine di pancetta, fettine di avocado o del formaggio erborinato ( tipo gorgonzola ). Le varianti sono infinite.

NOTE

- Il dragoncello non l'ho messo, per me il burger è perfetto senza.

- I burgers li ho cotti un pochino di più, bisogna controllare che non siano rosa al centro.

- L'unico appunto che devo fare, ma forse siamo noi dei mangioni, la salsa non è bastata, ho dovuto fare un'aggiunta.

- Io mi sono concessa il lusso di un pochino di gorgonzola in cima, e ci sta una meraviglia.

I burgers non sono per niente asciutti e stopposi, sono una valida e sana alternativa a quelli di carne rossa. La ricetta è ben spiegata in ogni dettaglio e riesce subito, quindi è sicuramente

PROMOSSA







martedì 18 aprile 2017

CHICKEN MEATLOAF


La mia passione per gli Hairy Bikers è iniziata alcuni anni fa, dopo aver scoperto il loro libro sulle Pies. Da allora, ogni loro ricetta che ho provato è stata un successo, ed è sempre stata molto gradita da tutti i miei commensali. Questo libro sul pollo e le uova, è una tentazione continua, come avrete già visto dalle ricette preparate dalle amiche Starbookers che mi hanno preceduta.
Vi anticipo che, anche stavolta, i simpaticissimi capelloni non si sono smentiti...
La ricetta di oggi è una rivisitazione di un classico americano: il Polpettone. Qui è nella versione con carne di pollo, che non fa rimpiangere quello classico, almeno per me è stato così!
Il risultato finale è un piatto delizioso, gustoso, morbido e saporito.


CHICKEN MEATLOAF
da Chicken & Egg degli Hairy Bikers

Ingredienti per 4 persone

1 cucchiaio d'olio d'oliva (per me, extravergine)
1 cipolla piccola, tritata finemente
2 spicchi d'aglio tritati
750 g di pollo macinato (cosce e petto)
50 g di bacon, tritato finemente
1 cucchiaino di origano macinato
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
1 cucchiaino di senape di Digione
1 cucchiaino di salsa Worcestershire
50 ml di doppia panna*
100 g di pangrattato
2 albumi
100 g di Gruyère, grattugiato
5 fette di bacon senza cotenna
sale marino e pepe nero macinato fresco

Glassa

100 ml di ketchup
1 cucchiaino di salsa Worcestershire
1 cucchiaio di senape di Digione
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di aceto di sidro di mele (solo aceto di mele, per me)


* la doppia panna, ha una percentuale quasi doppia di grassi rispetto alla panna semplice. Se non la trovate, utilizzate panna semplice.

Preriscaldare il forno a 180° C statico - 160° C se ventilato. Scaldare l'olio in una padella, unire la cipolla e rosolare dolcemente per qualche minuto, finché inizia a colorirsi. Unire l'aglio e cuocere ancora per un minuto, togliere la padella dal fuoco e lasciar raffreddare.
In un ciotola capiente, mettere il pollo macinato ed insaporire con sale e pepe. Unire il bacon tritato, l'origano, la scorza di limone, la senape, la salsa Worcestershire, la doppia panna, il pangrattato e il mix di aglio e cipolla raffreddato. Aggiungere gli albumi e mescolare bene. Prelevare una piccola porzione d'impasto, cuocerla, assaggiarla, e regolare i condimenti, se necessario.
Per preparare la glassa, mettere tutti gli ingredienti in una padella e regolare di sale e pepe. Riscaldare dolcemente poi mettere da parte.
Prelevare metà del mix di carne e modellarlo a forma di pagnotta, su una teglia da forno (io ho messo anche della carta forno), utilizzando uno stampo rettangolare da cake per orientarsi sulle misure. Distribuire il formaggio sopra la carne, lasciando un bordo lungo tutto il perimetro. Coprire con il mix di carne rimanente, e modellare bene in modo da evitare la fuoriuscita del formaggio durante la cottura. Dovreste ottenere una cupola sulla parte superiore. Spennellare con un po' di glassa.
Tagliare le fette di bacon a metà e allungarle con il dorso di un coltello. Le fette dovrebbero essere sufficientemente lunghe per rivestire il polpettone dalla base di un lato, alla base del lato opposto.
Mettere le fette di bacon sopra al polpettone, allineandole, finché il polpettone sarà completamente rivestito, eccetto le due estremità. Spennellare con altra glassa.
Infornare per 30 minuti, togliere dal forno e spennellare con la glassa rimanente. Cuocere per altri 30 minuti, in modo che il polpettone sia cotto completamente e il bacon abbrustolito. Servire in fette spesse.


Note personali

- gli ingredienti precisi e le indicazioni dettagliate, non lasciano spazio ad errori, anche se una piccola svista per distrazione c'è stata, solo per colpa mia, perché ho unito il formaggio direttamente all'impasto insieme agli altri ingredienti, ma questo non ha compromesso la bontà della ricetta :)
- il polpettone si modella senza alcun problema e senza perdere la forma durante la cottura
- ho utilizzato 6 fette di bacon per rivestire il polpettone invece delle 5 previste, ma questo può dipendere dal tipo di bacon che ho trovato
- ho prolungato la cottura di circa 5 minuti, accendendo il grill, perché non si era ancora formata la crosticina. così facendo, il bacon sì è leggermente ritirato, ma non è stato certo un problema
- le dosi indicate sono per 4 persone, ma se lo servite all'interno di un pasto completo, va bene anche per 6 persone.

La ricetta è decisamente:

PROMOSSA

venerdì 14 aprile 2017

MOROCCAN PASTILLA

Sogno di preparare questo piatto da molto tempo.
Da quando mio marito, di ritorno da un viaggio a Fez, me ne decantò la straordinaria unicità di sapori e profumi.
La sua fortuna è stata quella di averla potuta assaggiare preparata dalla moglie del suo ospite locale, quindi con un carattere ed una "verità" inarrivabili in altro modo.
Secondo il racconto del consorte, la Pastilla della tradizione introduce il pranzo della festa, spesso i matrimoni e dovrebbe essere preparato con carne di piccione, assai ambita ed altrettanto difficile da reperire.
Quando però l'occasione richiede, il benvenuto dato da questa torta croccante e profumata, può ben valere un ripieno di pollo.
Il mio giudizio su questa ricetta, è sostenuto quindi dal conforto di chi "conosce" e che suo malgrado, si è ritrovato a dover fare un confronto spassionato tra la mano esperta e quella incosciente, guidata solo da una ricetta e dall'entusiasmo.
Non è poi quello che facciamo qui in Starbooks, spesso bendati e a scatola chiusa?
Resta incontestabile il fatto che la Pastilla sia una preparazione magnifica e di una bellezza senza tempo.

Ingredienti per 4 
1 cucchiaio di olio d'oliva
4/6 cosce di pollo disossate (c.ca 750 g)
10 g di burro
2 cipolle tritate finemente
2 spicchi d'aglio tritati finemente
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di curcuma
un pizzico di zafferano (io in polvere)
500 ml di brodo di pollo
4 uova sbattute
75 g di mandorle o pistacchi tritati
75 g di datteri tritati
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata
4 cucchiai di prezzemolo tritato
sale marino e pepe nero macinato fresco

Per assemblare 
6 grandi fogli di pasta fillo
60 g di burro fuso
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 pizzico di cannella

 Scaldate l'olio in una larga padella. Aggiungete il pollo e rosolatelo con la pelle a contatto della padella, fino a che non sia croccante e ben dorata. Girate le cosce e cuocete per un ulteriore paio di minuti quindi toglietele dalla padella. Aggiungete il burro e quando sarà sciolto, versate le cipolle e cuocetele a fuoco medio fino a che non saranno morbide. Aggiungete l'aglio e le spezie e fate cuocere ancora per un paio di minuti.
Rimettete il pollo nella padella e versatevi il brodo di pollo o 500 ml di acqua calda.
Aggiustate di sale e pepe quindi coprite e fate cuocere sobbollendo per c.ca mezz'ora o fino a che il pollo non è morbido.
Togliete il pollo e tenetelo da parte. Quando sarà sufficientemente freddo da poter essere maneggiato senza scottarsi, tritate finemente la carne (al coltello) - sta a voi decidere se tenere la pelle o meno.
Rimettete la padella con il liquido di cottura sulla fiamma, per farlo ridurre della metà.
Aggiungete al liquido le uova sbattute e continuate a cuocere a fiamma dolce fino a che non otterrete un composto che assomigli a delle uova strapazzate.
Aggiungete la frutta secca e mescolate. I datteri, l'acqua di fiori d'arancio, la scorza di arancia il prezzemolo ed il pollo tritato. Mescolate bene quindi togliete la padella dalla fiamma e fate raffreddare.
Preriscaldate il forno a 180°. Per assemblare la torta dovrete utilizzare uno stampo rotondo di c.ca 28 cm di diametro.
Prendete un fogli di pasta fillo e spennellatelo con il burro fuso. Sistematelo sullo stampo facendo ben attenzione che sia ben aderente ai bordi. Spennellate un secondo foglio e sistematelo formando un angolo retto con il primo (tipo una croce), proseguite con gli ultimo 2 fogli sempre spennellandoli e sistemandoli in diagonale dei precedenti.
Riempite il guscio di pasta con il ripieno.
Richiudete la sfoglia che sborda sul ripieno spennellandola con cura con il burro (questa coprirà quasi completamente il ripieno). Prendete quindi gli ultimi due fogli di fillo e tagliateli della stessa dimensione del piatto per coprire la torta, spennellandoli di burro prima si sovrapporli. Rincalzate bene ogni bordo.
Cuocete la torta nel forno per 30 minuti o fino a che la pasta non sia bella dorata e croccante.
Toglietela dal forno e lasciatela intiepidire un attimo prima di spolverarla con zucchero a velo e cannella.

NOTE PERSONALI:

  • Ricetta spiegata in maniera impeccabile in ogni suo passaggio e nel complesso estremamente facile anche per chi la esegue per la prima volta. 
  • Gli innumerevoli ingredienti, pur nella loro quantità, sono facilmente reperibili ovunque. Una nota sull'acqua di fiori d'arancio: se potete, non usate quella in fialette. La differenza, siccome la quantità dell'essenza è molta, in questo piatto sta tutta qui. 
  • Non viene indicato se imburrare lo stampo prima della sistemazione della fillo: in realtà non serve perché l'impasto non si attacca al fondo. 
  • Per quanto riguarda gli ultimi due fogli di fillo che chiudono la torta, il mio consiglio è quello di inframezzarli ai lembi della base, sistemando un primo foglio rotondo imburrato subito sul ripieno, ricoprire con i primi lembi, imburrare e aggiungere il secondo su cui verranno poi sovrapposti i restanti angoli imburrati. Cuocendo infatti, la pasta fillo diventa molto croccante ed i fogli sovrapposti solo nella parte finale, si sollevano e si staccano dalla preparazione rendendo più complesso il taglio. Non so se mi sono spiegata, in ogni caso l'aspetto finale risulta più "rustico".
  • Venendo al sapore, il coniuge ha affermato che è molto fedele a quello originario. Lo ricorda molto bene. Ciò che cambia è la consistenza, che lui ricorda essere più "pastosa" e meno "briciolosa" di quella da me preparata. Immagino che ci sia una maggiore quantità di "legante", ovvero uova e forse più liquidi nella ricetta tradizionale, ma posso solo ipotizzarlo. Inoltre mi ha fatto notare che la quantità di zucchero a velo con cui viene spolverato il dolce, è generosa. La torta è completamente bianca con striature a raggio effettuate con la cannella in polvere. E' quindi il deciso contrasto tra la dolcezza del guscio e l'armonia di aromi del ripieno che caratterizza la Pastilla come piatto. I nostri Hairy sono stati più parchi nell'uso del dolce (personalmente lo preferisco). Nel complesso io l'ho trovata davvero speciale e buonissima. Posso quindi dire: 

PROMOSSA 



giovedì 13 aprile 2017

JAPANESE CHICKEN MEATBALLS




Qualche giorno fa un'amica mi chiede una ricetta, collaudata, per polpette diverse dal solito.
Io presa alla sprovvista non riesco a farmi venire in mente nulla, a parte quelle classiche o leggermente rivisitate, nessuna ricetta innovativa o degna di esser replicata ( perché di strane ne ho provate, ma nulla che ricordi con entusiasmo ).
Così scorrendo l'indice mi sono soffermata su queste, insolite,  e pure belline da vedere.
L'unico dubbio sul sapore , tutta quella salsa è bella... ma poi non è che sarà eccessivamente saporita?
Mi son sacrificata per la mia amica, qualcuno doveva pur provare.

Ingredienti per 4 persone: 

25 gr di funghi shiitake secchi
600 gr di pollo tritato
100 gr di pangrattato fatto in casa
1 grosso scalogno, finemente tritato
10 gr di radice di zenzero, finemente tritato
1 spicchio d'aglio finemente tritato
1 cucchiaio da 15 ml di gambi di coriandolo fresco, finemente tritati
1 cucchiaio da 15 ml di salsa di soia
1 albume
1 cucchiaio da 15 ml di semi di sesamo, per servire
qualche cipollotto tagliuzzato, per servire
sale marino e pepe macinato fresco

Salsa teriyaki :

150 ml di salsa di soia light
50 ml di salsa di soia scura
150 ml di mirin
1 cucchiaio da 15 ml di aceto di riso
1 cucchiaino di miele
1 spicchio d'aglio schiacciato
20 gr di radice di zenzero grattugiata
1 cucchiaino di peperoncino secco tritato


Ammollare i funghi in una ciotola di acqua calda per mezz'ora.

Sgocciolare, strizzare i funghi e tritarli finemente , metterli in un a ciotola capiente con il macinato di pollo e tutti gli altri ingredienti per le polpette, ad eccezione dei semi di sesamo e del cipollotto. Regolare di sale e pepe e amalgamare il tutto. Se l'impasto sembra slegato aggiungere ancora pangrattato, mettere a riposare in frigo per una mezz'oretta . Preriscaldare i forno a 200°.

Con l'impasto formare delle polpette di circa 30 gr l'una, ne verrano circa 24. Infilzare 3 polpettine su ogni spiedino ( a sezione piatta ). Adagiare gli spiedini su una teglia e cuocerli nel forno ormai caldo per 10/12 minuti o finché non saranno cotti.

Per preparare la salsa, versare i 2 tipi di salsa di soia, il mirin, l'aceto di riso, il miele, l'aglio e il peperoncino ( se lo usate ) in un pentolino con 50 ml di acqua. Portare a bollore e far sobbollire per 10 minuti circa o fino a quando il liquido non si sarà ridotto e diventato sciropposo. Fare attenzione a non farlo ridurre troppo, poiché si ridurrà ulteriormente con la cottura insieme alle polpette.

Mettere le polpette cotte in una padella abbastanza grande da contenerle con gli spiedi e distribuire parte della salsa. Scaldare dolcemente, girando gli spiedini, dimodochè le polpette siano completamente ricoperte dalla salsa. Quando saranno belle lucide, toglierle dalla padella e metterle su di un piatto di servizio, spolverizzarle con i semi di sesamo e il cipollotto tagliuzzato.

Servire con altra salsa a piacere e del riso cotto a vapore.


Note

- La cottura l'ho dovuta prolungare ma di un paio di minuti, dipende dal proprio forno.

- Il coriandolo finalmente l'ho trovato !!! Ora però posso dire che il coriandolo fresco non mi piace e la prossima volta che le rifarò lo ometterò di sicuro.

- Come al solito, quando uso la salsa di soia, aggiungo il sale con parsimonia ( anche se ho usato tutta salsa di soia a ridotto contenuto di sale).

- Ho accompagnato con riso jasmine cotto a vapore.

- La teglia forno l'ho foderata con carta forno, nel timore che le polpette si attaccassero.

E' tutto bilanciato, la salsa teriyaki è perfetta, inumidisce le polpette. Risulta un piatto sfizioso e intrigante. Il coriandolo non mi piace ma è una questione di gusti personali. La ricetta è

PROMOSSA

mercoledì 12 aprile 2017

JAMBALAYA
























La jambalaya è un piatto tipico della cucina creola della Luisiana, un incontro di culture, un mix incredibile di sapori. Gli autori la definiscono una sorta di paella con carattere, più decisa.

La prima volta che ne ho sentito parlare è stata nell'ormai lontano 1995, quando ne vidi una versione in un numero de " Gli speciali di Guida Cucina". Da allora mi sono sempre riproposta di prepararla, per curiosità, avendo provato la paella mi sarebbe piaciuto fare un confronto. Poi però c'era sempre qualcosa che mi attirava di più e la jambalaya poverina è rimasta accantonata fino a questo mese.

La versione degli Hairy Bikers è stata amore a prima vista, nonostante la lista ingredienti infinita.
Forse tutta colpa del chorizo, che adoro, o della paprika affumicata in quantità. Scorrendo l'indice non ho nemmeno degnato di uno sguardo i dolci, e per chi mi conosce bene, è incredibile. Oramai avevo solo un obiettivo preparare la jambalaya.


Ingredienti per 6 persone: 
6 sovracosce di pollo senza pelle e senza ossa
1 cucchiaio da 15 ml di paprika affumicata dolce
1/2 cucchiaino di peperoncino di cayenna
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cucchiaino di cipolla in polvere
1 cucchiaino di origano essiccato
1 cucchiaino di timo secco
1 cucchiaio da 15 ml di olio di oliva ( io evo )
200 gr di chorizo, senza pelle e tagliato a rondelle
2 cipolle tritate
2 peperoni verdi, tolti i semi e tagliati a cubetti
2 gambi di sedano, affettati
3 spicchi d'aglio, finemente tritati
2 foglie di alloro
400 gr di riso a chicco lungo, ben sciacquato
1 barattolo da 400 gr di pelati
1 litro di brodo di pollo
12 gamberoni ( a cui avrete eliminato testa, zampe, carapace e intestino )
sale marino e pepe nero macinato al momento

Per servire:
prezzemolo tritato
spicchi di limone
tabasco


Tagliare il pollo a bocconcini, metterlo in una ciotola e condire con sale e pepe. A parte mescolare le spezie, l'aglio e  la cipolla in polvere, origano e timo essiccati. Spolverizzare metà del mix ottenuto sul pollo, massaggiarlo per bene e lasciarlo riposare per pochi minuti. Mettere da parte il mix di spezie ed erbe avanzato per dopo.

Scaldare un cucchiaino d'olio in una casseruola capiente e aggiungere il chorizo, farlo soffriggere velocemente, fino a quando non sarà uniformemente rosolato e avrà rilasciato abbastanza grasso.
Togliere il chorizo dalla casseruola e mettere da parte, metterci il pollo e farlo rosolare uniformemente, girando quando necessario. Togliere e mettere da parte anche il pollo.

Verificare se sul fondo della pentola è rimasto abbastanza olio, diversamente aggiungere quello rimasto. Versare le cipolle, i peperoni verdi ed il sedano e farli saltare a calore moderato per una decina di minuti. Le verdure dovranno essere morbide ma non colorite, a parte il colore rilasciato dall'olio del chorizo.

Aggiungere l'aglio e il resto del mix di erbe e spezie tenuto da parte, mescolare per qualche minuto e unire le foglie di alloro. Mettere il pollo, il chorizo ed il riso nella casseruola con gli altri ingredienti e girare per un minuto, versare i pelati e il brodo di pollo. Regolare di sale e pepe.

Portare a bollore, abbassare la fiamma e coprire la casseruola. Cuocere coperto per 20/25 minuti, fin quando il riso non avrà assorbito la maggior parte del liquido. Unire i gamberi e cuocere coperto ancora per un minuto. Spegnere la fiamma e lasciare che il vapore finisca di cuocere il tutto per qualche minuto, rendendo  il riso soffice. Mescolare i gamberi con il riso.

Distribuire il prezzemolo tritato sul riso e servire con fette di limone e tabasco che ognuno aggiungerà a piacere.



NOTE

- Io non ho avuto bisogno di aggiungere altro olio oltre a quello di partenza, usare prudenza anche con il sale perché il chorizo e già saporito di suo. 

- I pelati, in mancanza di indicazioni, li ho scolati.

- Il brodo di pollo l'ho preparato il giorno precedente, per aver modo di poterlo sgrassare.

La lista ingredienti è lunga ma la preparazione è semplice e d'effetto, può essere una valida alternativa per il pranzo della domenica o una cena con amici. Eravamo in due e abbiamo spazzolato tre porzioni ....ovvio mio marito ha fatto il bis....e non escludo, per come l'ha divorata, che ne avrebbe mangiata ancora. Non ho dovuto apportare alcuna modifica tutto è bilanciato alla perfezione, ero scettica sulla quantità di aglio e cipolla ma è perfetta. La ricetta è sicuramente

PROMOSSA


martedì 11 aprile 2017

SAVOURY EGG CUSTARDS





Chicken & Egg, dicono gli Hairy Bikers.
E più che il titolo del loro libro sembra il menù settimanale di casa arabafelice.
Sicuramente pollo la maggior parte della (poca) carne che mangiamo e le uova, lo ammetto: mi devo trattenere perchè le mangerei non solo tutti i giorni, ma a tutti i pasti.
The humble egg, l'umile uovo, come lo definiscono gli autori è base di un numero di piatto che non mi metto nemmeno a contare.
Senza le uova non avremmo, e nomino cosa mi viene in mente a casaccio, le meringhe, il pan di Spagna, la maggior parte dei dolci.
Gli sformati, le quiche e chi più ne ha più ne metta.
Troppo facile buttarsi sui dolci, ho invece preferito un antipasto a base, appunto, di uova e formaggio che gli autori definiscono una "custard", una crema cotta.
Consistenza vellutata e cremosa, sapore assolutamente delizioso, facilità di realizzazione assoluta.
Forse leggermente vintage nell'ispirazione, ma non è il vintage il vero nuovo che avanza? ;)




SAVOURY EGG CUSTARDS
per 4 stampini monoporzione da circa 100 ml di capacità

100 ml  di panna fresca
100 ml di doppia panna
uno spicchio d'aglio tagliato a metà
un rametto di timo
25 g di Parmigiano grattugiato
50 g di Gruviera grattugiato (o formaggio similare)
una noce di burro per imburrare gli stampi
2 tuorli
un pizzico di pepe di cayenna
pane a lievitazione naturale, imburrato e tostato
sale e pepe bianco


Versare i due tipi di panna in un pentolino, aggiungere il timo e l'aglio quindi scaldare su fuoco basso finchè il composto raggiungerà più o meno la temperatura corporea.
Togliere quindi dal fuoco e lasciare da parte per 10 minuti.

Lasciare da parte un cucchiaio di Parmigiano e versare il resto nella panna insieme al Gruviera.
Salare quindi porre nuovamente su fuoco basso girando continuamente finchè il formaggio si scioglie.
Scartare quindi l'aglio ed il rametto di timo quindi far raffreddare completamente.
Scaldare il forno a 160 gradi (140 se ventilato) e imburrare gli stampini.

Unire i tuorli al mix di panna e formaggio e dividere il composto tra gli stampi.
Spolverare con il Parmigiano lasciato da parte e poco pepe di cayenna.
Mettere gli stampini in una teglia da forno e unire tanta acqua bollente quanto basta a far si che gli stampini siano immersi per metà.
Con attenzione infornare la teglia e cuocere per circa 15 minuti, finchè le creme risulteranno rassodate ma ancora leggermente morbide al centro.
Farle intiepidire prima di servire con strisce di pane a lievitazione naturale imburrato e tostato.


NOTE

- preparazione semplicissima nel procedimento che è spiegato, come solito nei libri degli Hairy Bikers, con dovizia di particolari. In pratica si è guidati passo dopo passo il che rende la ricetta semplice anche per cuochi inesperti.

- la cottura è l'unica cosa che può andare storta e richiede un minimo di attenzione: troppo breve e le creme rimarranno liquidi, troppo lunga e saranno più sode del previsto. Solo un po' d'occhio può aiutare, ma in generale meglio un minuto in meno che uno in più.

- viene previsto l'uso di panna e doppia panna. Sempre di panna, ovviamente, si tratta ma la doppia panna ha in generale circa il doppio dei grassi di quella semplice. Regala quindi al piatto una cremosità che risulterebbe inferiore con la sola panna semplice ma senza la pensantezza che potrebbe risultare dall'uso della doppia solamente. Qui non ho difficoltà a reperire entrambe, in Italia leggete le etichette ;)

- il crostino di accompagno è d'obbligo e l'indicazione del pane a lievitazione naturale azzeccatissima dato che il sapore leggermente acido compensa la dolcezza delle creme. In mancanza un normale pane casareccio andrà benone. Il mio è scuro perchè di farina integrale.

- gli stampini che possiedo sono da 80 ml quindi ho avuto una porzione extra, anche se leggermente meno abbondante. Sconsiglio comunque l'uso di stampini più grandi di quelli indicati dagli autori, è pur sempre un tipo di preparazione di cui non ci si scofana una ciotola, nonostante quanto sia buona.

ovvio che date queste premesse che la ricetta sia assolutamente 
PROMOSSA

lunedì 10 aprile 2017

LO STARBOOK DI APRILE E'...


Si King- Dave Meyers, The Hairy Bikers Chicken and Egg

A scanso di equivoci: noi, gli Hairy Bikers, li amiamo. 
Li amiamo di un amore viscerale, scanzonato ma profondo, come si conviene ad una relazione con due pazzi scatenati come Si King e Dave Meyers, i due motociclisti piu' famosi della Gran Bretagna e dintorni, capaci come nessuno di coniugare lo spasso con la cultura, l'aplomb britannico con l'esagerazione, le vertigini dell' on the road con il caldo tepore della cucina di casa. 
Li amiamo da quel gennaio di tre anni fa, quando decidemmo di mettere alla prova il loro libro piu' bello, a cui ancora oggi attingiamo a piene mani e sempre con piena soddisfazione. Da allora, abbiamo continuato a comprare e ad usare tutti i loro libri, blindando il nostro amore in una sorta di vincolo indissolubile, come quelli che nascono dalla conoscenza, dalla stima e dalla fiducia. 
A dispetto della loro fama televisiva, delle loro chiome fluenti e, ultimamente, anche di una forma meno tondeggiante, da chiare esigenze da star system, i libri degli Hairy Bikers sono sempre rimasti uguali a se stessi, nell'accezione migliore del termine. Generosi nelle pagine e molto parchi nel prezzo, uno dei pochi casi in cui la qualita' prevale -e di molto- sulla copertina:, completi nella gamma delle ricette, che restano si nel solco di una consilidata tradizione, ma abbracciano ormai tutte le cucine del mondo, riuscendo sempre a scovare qualcosa di nuovo e, al tempo stesso, di collaudato; piu' che esaurienti nelle spiegazioni, affrontando ogni volta gli argomenti da zero e curando ogni dettaglio, anche il piu' banale, nella consapevolezza che, quando si cucina per davvero, sapere come rivestire una teglia o quale pentola usare per uno stufato siano spesso la chiave del successo di un piatto, molto piu' che l'ingrediente introvabile o la tecnica astrusa; e, infine, nella costante di quella vena divertita, scanzonata, a volte anche un po' goliardica che rende i loro libri i manuali di cucina piu' divertenti del pianeta. 
L'unico neo e' che, essendo entrati ormai nello show bizz, devono pubblicare a ritmi forsennati. Ora sono pure diventati Veggie (vegetariani), in una cavalcata delle onde del successo che, ci auguriamo, non intacchi le qualita' di cui sopra. Nello stesso tempo, finora non ci hanno mai tradito, neppure con il filone degli Hayri Dieters, per cui ci premeva rinnovare il nostro appuntamento con loro, esattamente come abbiamo sempre fatto con i nostri autori preferiti. La scelta e' caduta su un libro dello scorso anno, passato un po' in sordina perche' schiacciato dal long sellers della Henry, piu' o meno sullo stesso argomento, e da un tema oggi giorno difficile, viste le tendenze vegetariane di cui sopra e l'inclinazione a far di tutta l'erba un fascio, specie quando si parla di allevamenti di animali. 
Nei fatti, invece, il pollo e le uova sono da millenni l'ossatura della maggior parte della storia dell'alimentazione dell'umanita', a cui hanno prestato sostentamento in modo umile e silenzioso, lasciadosi anche plasmare dalla versatilita' infinita della creativita' umana: il risultato e' una altrettanto infinita varieta' di ricette sviluppate a partire da questi ingredienti, diffuse ai 4 angoli del mondo, che Si e Dave hanno raccolto nel volume che ci accingiamo a starbookare per voi in questo mese di Aprile, tradizionalmente dedicato alle uova (e magari anche a chi le produce, in modo naturale e spontaneo). 
L'invito e' naturalmente quello di seguirci da queste pagine, a cominciare da domani!

lunedì 3 aprile 2017

STARBOOKS REDONE DI APRILE 2017




Come ogni mese vi aspettiamo con le vostre ricette per lo Starbooks Redone!
Il regolamento per partecipare lo potete trovare qui, e vi chiediamo di leggerlo fino in fondo ;)
Le ricette e i libri a cui attingere sono davvero tanti e ce n'è per tutti i gusti!

Tra pochi giorni vi sveleremo il libro che abbiamo scelto per voi per lo Starbooks di Aprile

Potete postare le ricette, complete di banner e di link a questo post, a partire da oggi fino al 24 Aprile compreso. Lasciate il link del vostro post nei commenti qui sotto.

Non avete un blog? Potete partecipare comunque, basta inviare una mail, con il testo ed una foto, al nostro indirizzo email: lostarbook@gmail.com

Gli autori dei post delle prime tre ricette classificate, parteciperanno come Redoner, esattamente come sta succedento questo mese a Manuela, Victoria e Valeria.
Vi aspettiamo numerosi e...ci vediamo lunedì 10 con il nuovo libro!

Partecipanti di Aprile 2017


venerdì 31 marzo 2017

LO STARBOOK DI MARZO 2017: TIRIAMO LE SOMME?


Ad un giornalista che gli aveva chiesto chi cucinasse nel suo ristorante quando lui era in giro a fare promozione e serate, il grande Paul Bocuse aveva risposto: "lo stesso che cucina quando non ci sono". La risposta e' diventata emblematica del nuovo corso della storia della ristorazione, con cuochi sempre meno dietro ai fornelli e sempre piu' davanti a telecamere e microfoni che ha contraddistinto questi ultimi 20 anni, innescando una serie di meccanismi a cui pare sia impossibile sottrarsi. I tempi in cui le Stelle Michelin piovevano sulla testa di onesti e sconosciuti professionisti sono finiti e comunque non c'e impegno serio, onesto e costante che valga come una fugace ma centrata apparizione in TV. 
Questo si riflette in modo pesante nell'editoria. Scoppiata la bolla del libro di cucina scritto praticamente da chiunque, gli editori di tutto il mondo si muovono con estrema cautela nella scelta dei loro autori: depennato dalle agende ogni rischio su autori sconosciuti, la parola d'ordine  è diventata solo l'investimento sicuro su volti noti al grande pubblico e celebrità di vario genere. 
Date un'occhiata alle prime pagine dei vari Amazon e ne avrete la conferma: è la TV a farla da padrone e, quel che resta,  è occupato da nomi blindati del web o da proprietari di ristoranti di fama. 
Che però, non dimentichiamolo, non sono autori di libri, ma cuochi. 
Espertissimi nel loro lavoro, del tutto inadatti a farne un altro, come ben sanno i più o meno oscuri ghost writer che in cambio di uno stipendio prestano penna e inventiva a questo o a quel personaggio che poi risulterà il vero autore del libro. 
In quale misura, non conta. La storia ci ha consegnato pochissimi cuochi eccellenti scrittori: i soli che mi vengono in mente, in questo momento, sono Careme e Bourdain e il primo ha diretto brigate, il secondo, dopo Kitchen Confidential,  ha chiuso tutto e si è preso trent'anni sabbatici, scrivendo e parlando di cibo in quel modo unico e inconfondibile che gli è proprio. Tutti gli altri, hanno una squadra editoriale che li aiuta, raccogliendo le loro storie, decifrando le loro ricette, correggendo i loro appunti, smazzandosi cioè tutto il lavoro che quotidianamente viene svolto per fare di ogni libro "quel libro" e non un altro. 

Con Rib Ticklers & Choux-ins è successa con ogni probabilità,  la stessa cosa: di qui un cuoco geniale, a cui la TV ha dato popolarità, di là una casa editrice che ha deciso per un investimento sicuro, addirittura blindato dopo il successo del primo libro. In mezzo, un lavoro di squadra che, ci spiace dirlo, stavolta non è stato perfetto come nell'opera precedente. 
Tre bocciature allo SB non si vedevano da un po', diciamolo. 
Ma diciamo anche che sono tre bocciature che "bruciano" e che lasciano l'amaro in bocca. E' come una stonatura in un'aria altrimenti perfetta, un orlo scucito in un abito di sartoria, la mano che scivola sulle parallele e rovina un saggio altrimenti da dieci e lode. 
Perchè questo, sia chiaro, è un libro da dieci e lode. 
E' la ventata di novità a portata di mano che manca da troppo tempo in un mercato editoriale noioso e ripetitivo (è il lato B del non voler rischiare e, onestamente, sarebbe ora che qualcuno lo facesse).
E' l'approccio scanzonato e irriverente che vorremmo ritrovare tutti, in un mondo che scoppia di ego strabordanti e divismi da prime donne
E' un inno al godimento del cibo, nel senso più concreto del termine, in cui la fantasia sgomina ogni cerebralismo, i sensi prendono il sopravvento sulla razionalità, la gioia di mangiare vince sulla degustazione e su tutto quello che in questi anni ha reso il cibo qualcosa di sempre più estraneo a noi comuni mortali, restituendolo alla sua dimensione più vera e- vivaddio-alla nostra portata, di fruitori, di esecutori, di lettori. 
E poi ci sono gli errori- mannaggia agli editors e ai redattori. 

Ma siccome lo Starbook ama chi osa e non ha mai fatto mistero di detestare le perfettine che farciscono un hot dog con la pinzetta per le sopracciglia o i divi che ti illudono che basti usare un ingrediente per diventare i più fighi del pianeta, a Glynn Purnell perdoniamo tutto, pure un Rendang che si è quasi sciolto in cottura, un pane con una dose di lievito che azzera le provviste della stagione, un baked alaska che affoga nella bagna. Perchè i libri di cucina devono intrigare, aprire orizzonti, coinvolgere il lettore, fargli tornare la voglia di mettersi a cucinare, assaporando il piatto che ha scelto già da quando si pesano gli ingredienti- e questo, Rib Ticklers & Choux-ins lo fa. 
Alla grande- e come  non si vedeva da un po'. 

Al prossimo mese, con il prossimo Starbook!

giovedì 30 marzo 2017

STARBOOKS REDONE DI MARZO 2017: I VINCITORI!


Questo mese siete stati in tanti e scegliere, come sempre difficile.
Comunque sia, ecco chi ci accompagnerà nella scoperta del libro di Aprile :



PRIMA CLASSIFICATA
Profumi e colori, Apple Babka



SECONDA CLASSIFICATA
Victoria Infinity, Sloppy Joes



TERZA CLASSIFICATA
I golosi itineranti, Pavlova al lemon curd


Chiediamo alla prima classificata di inviare una mail a: lostarbook@gmail.com con l'indirizzo a cui spedire il premio.
Complimenti ragazze! Vi aspettiamo per lo Starbook di Aprile :)

mercoledì 29 marzo 2017

POTATO OMELETTE WITH SMOKED SALMON




Adoro le omelette, sono uno dei piatti tipici della mia regione, li mangiamo in versione dolce, con marmellata oppure in versione salata con affettati e formaggi.
Nella nostra ricetta, non si usa la patata ma solo farina uova e latte...come farmi sfuggire queste?


Ingredienti
per 4 porzioni

per le omelette:
500 gr di patate lesse schiacciate calde
2 cucchiai farina
3 uova e 3 albumi montati a neve
100 ml double cream
sale e pepe nero macinato fresco
4 cucchiai olio vegetale

per guarnire:
100 gr salmone affumicato
4 cucchiai panna acida o creme fraiche o mascarpone
50 gr rucola
50 gr mizuna
1 piccolo limone affettato
20 capperi

preriscaldare il forno a 190°C.

Mettere le patate schiacciate  a pure' ancora calde in una ciotola, aggiungere la farina, le uova intere e la double cream e amalgamare bene il tutto.
aggiungere all'impasto gli albumi montati a neve e condire con il sale e il pepe.
versare 1 cucchiaio d'olio in ciascuno dei quattro stampi per blini da 15 cm o in 4 piccole padelline e farlo scaldare.
versare un quarto del composto in ogni stampo e cuocere finche' comincia a colorirsi.
Mettere gli stampi o le pentoline in forno e continuare la cottura per 4-5 minuti, quindi capovolgere la frittatina sul piatto.
Guarnire ogni frittatina con 1/4 del salmone affumicato, 1 cucchiaino di panna acida, 1 manciata di pepe nero, 1/4 delle foglie di rucola e di mizuna e uno spicchio di limone e cospargere con 5 capperi.
OSSERVAZIONI

-la ricetta e' molto gustosa e delicata.

-Purtroppo non sono riuscita a reperire due ingredienti: la double cream (che a Bolzano credo sia impossibile da trovare...) che ho sostituito con la comune panna, e il mizuna che è un ortaggio che ricorda un po' la rucola e che viene chiamata anche senape giapponese. 
Ho girato quasi tutte le bancarelle e i negozi etnici, di Bolzano, portandomi anche la fotografia trovata in internet...niente... quindi l'ho omessa utilizzando solo la rucola.
decisamente
PROMOSSA 

martedì 28 marzo 2017

BAKED ALASKA





Mi sono innamorata della Baked Alaska durante una puntata di Bake off UK,  i concorrenti si lamentavano del caldo nel tendone: ben 20° in piena estate!!!
L'ho proposta come dolce del mio ferragosto di quell'anno (io detesto l'estate e ancor di più il ferragosto)  in casa non l'hanno gradita molto, io si ma mi ero rassegnata ad archiviarla.. fino a quando non ho vinto il Redone di febbraio... dovevo q scegliere  una ricetta da provare dal libro di  Glynn Purnell e mi è saltata all'occhio una Baked Alaska di Natale!!! di Natale?! Come resistere alle due cose messe assieme?
Prima difficoltà: negli ingredienti compare il Christmas brandy mincemeat che nel Regno unito è  venduto al supermercato e solo qualche casalinga disperata realizza in casa ma io abito nella sperduta provincia italiana e di mincemeat nemmeno a parlarne, non c'ho proprio provato a cercarlo sapevo che era una battaglia persa in partenza.. però l'ho cercato in internet ed ho trovato la ricetta di Mary Berry ed a quella mi sono affidata per la realizzazione.

CHRISTMAS EASY BAKED ALASKA

Per la baked Alaska:
1/2 mazzo di basilico
250 g di christmas brandy mincemeat
1 l di gelato alla vaniglia (fiordilatte con aggiunta dei semi di  una bacca di vaniglia per me)
200 g di bagna  per dolci (neutra)
190 ml di rum scuro (chiaro per me)
un rettangolo 15x30 cm di sponge cake  alla vaniglia (freddo)
4 bianchi d'uovo
400 g di zucchero semolato

Per la sponge cake:
150 g di burro, morbido
150 g di zucchero semolato
3 uova sbattute
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di lievito

Per la bagna:
500 ml di acqua
500 g di zucchero semolato


Preparazione

Tritare il basilico ed unirlo al mincemeat in una ciotola.

Nella ciotola della planetaria con il gancio kappa, mescolate il gelato finché non sarà soffice, ma attenzione a non mescolare troppo o si scioglierà.

Aggiungete il mincemeat al gelato e mescolate.

Sul piano di lavoro disponete tre pezzi di pellicola uno a fianco all'altro e che si sovrappongano l'un l'altro per metà. Disponete la miscela di gelato al centro della pellicola e arrotolate aiutandovi con la pellicola, formate un rotolo di 7,5 cm di diametro. Riponete in freezer per 24 ore.

Per la sponge cake alla vaniglia
Accendete il forno a 180°
Preparate due teglie da 23 cm di diametro con la carta forno o imburratele. (Io ho imburrato uno stampo da plumcake visto che la ricetta richiedeva una striscia di sponge cake 30x15)
Nella ciotola della planetaria con il gancio kappa (o usate una ciotola per impastare e le fruste elettriche), sbattete assieme il burro e lo zucchero finché non sarà soffice e ben montato.
Aggiungete le uova, uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete l'estratto di vaniglia e mescolate per amalgamare.
Aggiungete la farina ed il lievito e mescolate fino a che non sono ben amalgamati.
Dividete il composto nelle due teglie preparate e cuocete per 18-20 minuti fina a che non siano ben dorati e uno spiedino di metallo inserito al centro esca pulito. (Insomma fate la prova dello stuzzicadente!!)
Sfornate, fate raffreddare  5 minuti, poi togliete dallo stampo e fate raffreddare completamente su una gratella.

Preparate anche la bagna facendo bollire l'acqua con lo zucchero finché quest'ultimo non si sarà sciolto.


Intiepidite la bagna e 40 ml di rum in un tegamino, poi usatelo per bagnare la sponge cake.

Nella ciotola della planetaria con la frusta, montate gli albumi fino a che non formeranno dei becchi ben definiti, poi continuando a montare unite lo zucchero 1 cucchiaio alla volta finché la meringa non sarà ben montata e lucida.

Togliete la pellicola dal gelato, appoggiatelo sulla sponge e con una spatola ricopritelo delicatamente con la meringa.

Con il cannello caramellate la meringa fino a che non sia marroncina.

Riscaldate il rimanente rum e, facendo attenzione infiammatelo e poi versatelo sopra l'Alaska. Servite!


NOTE
Cominciamo dalle note positive

- Ho apprezzato molto il gelato con il mincemeat ed il basilico

- La sponge cake era buona anche se un po' troppo umida

Purtroppo le note positive finiscono qua

- La meringa francese mi perplimeva molto in una preparazione del genere avrei preferito una meringa italiana, al momento della preparazione poi quando mi sono resa conto della quantità di zucchero ero ancora più perplessa...lo zucchero non si è sciolto e quindi la meringa era decisamente granulosa.

- La base di sponge cake era troppo larga

- La meringa era tantissima, è vero che io non ho mai mangiato una baked Alaska nel suo luogo di origine ma è anche vero che tutte le foto di Alaska che ho visto hanno uno strato decisamente più sottile di meringa, compresa quella del libro di Purnell

- Anche la bagna ed il rum per incendiare erano troppo abbondanti 

- La fetta che deriva dalla grandezza della base e dalla quantità di meringa è di difficile gestione per chiunque...

- Caro chef Purnell quando mi dici che devo versare il rum incendiato sull'Alaska, dovresti avvertimenti prima che monti il dolce che è bene che io usi un piatto leggermente concavo altrimenti allargherò la tavola, se nella foto del libro il dolce è su una lastra di ardesia io decido di fidarmi e lo metto su un piatto di Natale assolutamente piatto..

Concludendo, avrei tanto voluto promuovere questa ricetta... purtroppo seguendo alla lettera la ricetta, come forse per la prima volta in vita mia ho fatto, ho avuto dei problemi non indifferenti quindi mio malgrado la ricetta è

 BOCCIATA 

Se fosse un primo quadrimestre darei un 4 allo scritto 
e un 6 all'orale

NOTA BENE
Il gusto nel complesso è molto buono ma la quantità di meringa è eccessiva, con i dovuti aggiustamenti, derivanti da un'esperienza quotidiana pur se non professionale in cucina, sarebbe stato un dolce ottimo...per cui penso proprio che nelle prossime festività natalizie comparirà sulla mia tavola.